Recensione senza spoiler
Kayla ha tredici anni, vive con il padre single in un sobborgo americano e produce videoselfie motivazionali che pubblica su YouTube. Pochi follower, molta solitudine, e una settimana da sopravvivere prima che finisca la scuola media.
Bo Burnham, che prima di fare il regista era lui stesso uno youtuber adolescente, sa esattamente di cosa sta parlando. Il film non dramatizza, non moralizza, non mette distanza: mostra semplicemente com’è, com’è davvero, essere tredicenni oggi. La prova di Elsie Fisher è straordinaria: il suo sorriso è così raro che quando arriva sembra spezzarle il viso, ma la gioia è così grande da spingerla quasi sull’orlo di un attacco di panico.
Non è un caso che il film abbia un indice di gradimento del 98% su Rotten Tomatoes. È uno di quei film che non si dimentica, non perché succeda qualcosa di straordinario, ma perché ricorda con precisione imbarazzante qualcosa che tutti hanno vissuto.
Novantaquattro minuti. Da guardare da soli o con un figlio adolescente, a seconda del coraggio che si ha.
Scheda Titolo: Eighth Grade Regia: Bo Burnham Anno: 2018 Durata: 94 minuti Piattaforma: Netflix Premi: 99% su Rotten Tomatoes, 87 su Metacritic, candidatura ai Golden Globes.
Adatto a chi: ama Dìdi, Lady Bird, i film di formazione onesti. Non adatto a: chi cerca una trama con colpi di scena o un finale consolatorio.


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