Recensione senza spoiler

  1. Un armeno cresciuto negli Stati Uniti torna nella terra d’origine, attratte dalla promessa di una nuova Armenia. Finisce in una prigione sovietica per un motivo ridicolo. Nella sua cella c’è una finestra. Da quella finestra può vedere l’appartamento di fronte. Da quel momento il film comincia davvero.

Charlie scopre che la finestra è una feritoia sul mondo, un occhio aperto su una vita altrui, quella di un ex artista armeno costretto alla sopravvivenza sotto il regime. Quando tutto è negato, resta ancora una cosa clandestina e inestirpabile: la facoltà di vedere, e dunque di resistere.

Michael A. Goorjian, americano di origini armene, ha scritto, diretto e interpretato il film come omaggio al nonno sopravvissuto al genocidio del 1915. La fotografia è bellissima, con una palette calda e dorata che fa sembrare l’Armenia impossibilmente invitante anche nei suoi momenti più opprimenti.

Non è un film cupo. È una favola sulla resistenza della tenerezza in un posto dove non dovrebbe esistere. Un grido di libertà autentico, con una crescente intensità sentimentale e una magica leggerezza.

Il film è stato designato dall’Armenia per la corsa al Premio Oscar 2024 come Miglior Film Internazionale, rientrando nella short list finale.

Scheda Titolo: Amerikatsi Regia: Michael A. Goorjian Anno: 2022 Durata: 115 minuti Piattaforma: Amazon Prime Video Premi: candidatura all’Oscar 2024 come Miglior Film Internazionale per l’Armenia.


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