Estate 2008, California. Chris ha tredici anni, è taiwanese-americano, e sta vivendo l’ultimo mese prima del liceo tra video di skateboard, chat online, cotte e goffi tentativi di farsi accettare. Sembra una storia che hai già visto. Non lo è. Sean Wang, regista e sceneggiatore al suo esordio, racconta qualcosa di autobiografico con una precisione emotiva rara. Le interpretazioni sono bellissime: Izaac Wang e Joan Chen offrono due prove d’attore che restano addosso, dove ogni incomprensione familiare, ogni tentativo maldestro di essere qualcuno che non si è ancora, colpisce nel segno.
Wang capisce meglio di quasi chiunque altro cosa significa essere un ragazzo adolescente: agire quasi sempre contro il proprio giudizio, essere pieno di energia e paura allo stesso tempo, fare cose stupide per ragioni che non si riescono nemmeno a spiegare.
Non è un film asiatico-americano per un pubblico di nicchia. È un film universale su cosa significa crescere, fare del male a chi si ama senza volerlo, e capirlo troppo tardi.
Novantaquattro minuti. Portare i fazzoletti.
Scheda Titolo: Dìdi Regia: Sean Wang Anno: 2024 Durata: 94 minuti Piattaforma: Netflix Premi: Sundance Film Festival 2024: Premio del Pubblico e Premio Speciale della Giuria per il Miglior Cast. 2 Spirit Awards vinti su 4 candidature.
Adatto a chi: ama Lady Bird, Eighth Grade, i film di formazione onesti e senza filtri. Non adatto a: chi cerca leggerezza o una trama mozzafiato.


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